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| MEZZOGIORNO: TREMONTI RILANCIA, REGIA PER NON DIVIDERE PAESE |
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31/07/2010 Quella sulla 'cialtroneria' di chi dispone delle risorse comunitarie ma poi non le usa era, riconosce, "piu' che altro una battuta da conversazione".
Giulio Tremonti archivia le punte nel confronto con le Regioni del Sud, alle quali lancia pero' un messaggio chiaro. Basta con "le mille opere e i mille rivoli" nei quali si disperdono fondi che saranno d'ora in avanti sottoposti all'istruttoria di Palazzo Chigi che coordinera' anche la regia degli interventi.
L'orizzonte e' quello di settembre-ottobre e prevede tra l'altro il coinvolgimento di Anas e Ferrovie e il ritorno sulla scena della Banca per il Mezzogiorno. Un corposo pacchetto di misure in cantiere, con un punto forte alla base: "Questo e' un Paese duale, perche' le regioni del Centro-Nord sono sopra la media della ricchezza europea mentre il Meridione e' sotto, ma noi non vogliamo che un Paese duale diventi un Paese diviso.
Non vogliamo che continui la tendenza in atto per cui il Meridione declina come ricchezza mentre crescono i fondi pubblici proprio perche' e' declinato". "Vogliamo usare i fondi pubblici - e' l'annuncio di Tremonti - per andare avanti. Vedrete che in settembre-ottobre riapparira', sotto forma diversa, una serie di strumenti, coordinati da Palazzo Chigi in una regia unitaria, ma nuovi".
"Tentiamo di cominciare una politica nuova, nel Sud e per il Sud", spiega Tremonti. "Fatto l'inventario delle risorse ancora disponibili, che hanno una dimensione enorme, troveremo le forme di impiego, che non saranno disperse per mille rivoli e mille opere, come e' stato finora, ma concentrate su cio' che e' fondamentale nell'interesse del Sud", sintetizza Tremonti. "La questione meridionale - afferma - e' questione nazionale e non e' la somma del particolarismo regionale, non e' la somma degli interessi delle regioni meridionali. E' qualcosa di piu' e di diverso: grandi opere di unificazione, di collegamento, di sviluppo del Meridione nel suo insieme e non micro-opere fatte regione per regione, in una logica che non e' nell'interesse del Meridione". Cosi' "vedrete in autunno che fine ha fatto la Banca del Mezzogiorno", anticipa. "Useremo la Cassa depositi e prestiti, in una logica coordinata. Ci sono tantissimi giovani entusiasti alla prospettiva di lavorare a Bruxelles, alla Bei, a Lussemburgo. Useremo - prosegue - Anas e Ferrovie che fino ad ora, in effetti, non sono state particolarmente presenti.
"Pensiamo che l'inventario dei Fondi che ci sono e l'arrivo dei fondi ancora da decidere, in una logica unitaria, dara' una prospettiva diversa al Mezzogiorno che - avverte il ministro dell'Economia - se continua cosi' non va particolarmente bene.
Ma noi siamo fiduciosi".
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